Una vespa del 1949 con cambio a bacchetta, una sprint con carrozzino e un modello uguale a quello usato in “Vacanze romane”, il film di William Wyler che ha reso celebre e leggendaria in tutto il mondo la mitica vespa. Non mancava proprio niente al Terzo raduno nazionale Vespa “Città di Udine”, di domenica 19 aprile, al quale hanno partecipato circa 500 appassionati, sfidando il maltempo. “Lo scorso anno abbiamo registrato 700 iscrizioni – dice il vicepresidente dell’Udine Vespa Club Maurizio Breda – e l’anno precedente circa 1000, quest’anno purtroppo molti sono stati scoraggiati dalla pioggia”. Nonostante il cielo avverso, i vespisti sono venuti da tutto il Centro e il Nord Italia, per un percorso di una cinquantina di chilometri, con partenza da via Mercatovecchio e arrivo a Pradamano. Un giro che si è snodato tra le colline di Moruzzo, Pagnacco con tappa a Colloredo di Monte Albano per un aperitivo all’azienda agricola Banear di Vendoglio e arrivo alla sagra Pradamano in festa, passando per Tricesimo, Tavagnacco, Povoletto e Remanzacco, sulla scia delle sei vespe gialle del Collio, che hanno fatto da apripista. “Obiettivo dell’iniziativa – dice il presidente del Vespa club Udine Athos Puntil – è anche quello di far conoscere a chi viene da fuori le località friulane”. Il gruppo più lontano è arrivato da Perugia. Tre amici del Vespa club di Perugia, premiato perché il più distante da Udine. “Ci abbiamo messo undici ore per arrivare”. Tra gli altri premiati, durante il pranzo alla sagra “Pradamano in festa”, anche il gruppo più numeroso, composto da una trentina di iscritti al club “Ovi duri” di Trieste. E ancora un riconoscimento è andato ad un ragazzo che ha trainato per 10 chilometri un collega in panne. “Ha ricevuto il premio di mister Vespa 2009 perché si è distinto per il suo aspetto fisico – spiega Breda – e per la sua generosità”. Il premio di Miss Vespa 2009, invece, è andato ad una ragazzi di Pola, venuta dalla Croazia insieme alle sue amiche. E ancora tra i partecipanti, anche il Vespa club di Como, quello di Milano, di Trieste e di Pederobba, che ha portato con sé ben 18 iscritti. “Siamo partiti alle 7.30 di mattina – dice Marco Menegazzo – e non importa se piove, perché siamo grandi appassionati dei raduni”.
E tra tante vespe, è spuntata anche un’ape. “Ho anche una vespa, ma piove e preferisco non bagnarmi”, spiega Luigi Riva, iscritto all’Ape fan club di Pantianicco, che conta circa cinquanta persone. C’è poi una famiglia intera che ha partecipato al raduno: genitori e figlio a bordo di due vespe anni Cinquanta. “Sono dello stesso modello che compare nel film Vacanze romane – spiega compiaciuto Fabrizio Zancan della provincia di Treviso – e con queste percorriamo circa 3 mila chilometri l’anno, a volte anche per percorsi lunghi”.
Per gli imprevisti l’organizzazione aveva messo a disposizione un furgone di assistenza, anche se tutto è filato liscio, a parte qualche piccolo intoppo dovuto al maltempo. “Un bel raduno - commenta soddisfatto Breda – e dobbiamo ringraziare gli alpini volontari che si sono occupati della viabilità, chiudendo al traffico le strade del percorso. Un ringraziamento va anche agli organizzatori della sagra Pradamano in festa, che hanno servito rapidamente un buon pranzo a più di 500 affamati vespisti”.
Una parte del ricavato delle iscrizioni andrà ai terremotati dell’Abruzzo.
Il prossimo appuntamento, sperando nel bel tempo, è per il 3 maggio alla “Festa dei fiori” di Primulacco, quando il Vespa club Udine collaborerà con l’organizzazione per un altro raduno.
Noi tutti ringraziamo la neo-vespista Ilaria Gianfagna, del Messaggero Veneto di Udine, che ha accettato di seguire in prima persona tutto il raduno ed ha scritto tempestivamente l’articolo, regalandoci addirittura la foto in prima pagina. Per lei questo è stato un vero battesimo della Vespa, vista tutta la pioggia che ci siamo presi! Ilaria ha così potuto constatare che l’animo del vero vespista non demorde mai, nemmeno di fronte alle intemperie. Speriamo di averla presto nuovamente con noi in uno dei prossimi raduni…Quale?…a lei l’imbarazzo della scelta! Noi l’aspettiamo.